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ENCICLOPEDIA DEL CINEMA IN PIEMONTE

Lungometraggi



La dama bianca
Italia, 1938, 35mm, 82', B/N

Altri titoli: The Lady in White

Regia
Mario Mattoli

Soggetto
dalla commedia omonima di Aldo De Benedetti e Guglielmo Zorzi

Sceneggiatura
Aldo De Benedetti, Guglielmo Zorzi

Fotografia
Arturo Gallea

Musica originale
Tito Petraia

Musiche di repertorio
Tito Petraia

Suono
Mario Amari, Giovanni Bianchi

Montaggio
Ferdinando Tropea

Scenografia
Piero Filippone

Arredamento
Fulvio Jacchia

Aiuto regia
Carlo Borghesio, Paolo Muffa

Interpreti
Elsa Merlini (Marina Gualandi), Nino Besozzi (avvocato Giulio Gualandi), Enrico Viarisio (Savelli), Paolo Stoppa (proprietario d’albergo), Ada Cristina Almirante (Isabella Schietti Marezzano), Vincenzo Scarpetta (Virgilio Ottolano), Aristide Baghetti (medico), Ivana Claar (Corinna), Lisl Ander (Gianna), Arnaldo Martelli (Francesco), Alba Ferrerotti (Gina), Giovanna Galletti (amica di Ginevra), Giuliana Gianni (Ginevra), Fanny Marchiò (signora al vagone ristorante), Checco Rissone (autista del pullman)

Ispettore di produzione
Luigi Eliseo Martini

Produttore esecutivo
stripslashes(Valentino Brosio)

Produzione
Angelo Besozzi per Aurora Film – Fono Roma

Distribuzione
Industrie Cinematografiche Italiane.

Note
Registro cinematografico n. 15; 2.240 metri.
Orchestra diretta da Tito Petralia; sistema di registrazione per la versione italiana: R.C.A.; doppiaggio: Fono-Roma; canzoni: Ti voglio per me e Tango bianco di Tito Petraia. 
Gli interni del film sono stati girati negli stabilimenti Titanus–Farnesina; gli esterni in Valle d'Aosta e in Piemonte.
 




Sinossi
Il giovane ed infedele avvocato Giulio Gualandi e sua moglie Marta si recano in vacanza a Cervinia. Ma nell’albergo in cui soggiornano c’è un mistero: ogni notte una misteriosa dama in bianco si reca nelle stanze di u uomo e gli dona un bacio. Anche Giulio riceve la visita della sconosciuta ed inizia a sospettare che si tratti di sua moglie. Quando però sente che un altro ospite dell’albergo è stato baciato nella stessa notte, si ingelosisce e minaccia di lasciare Marta. Ella contava proprio su questo malinteso per riconquistare l’affetto e le attenzioni del marito. Infine si scopre che ci sono numerose altre “dame bianche” e i coniugi si riappacificano.




Dichiarazioni
«Non ho dei ricordi molto vivi di questi film [La dama bianca e Ai vostri ordini signora]. Erano film assolutamente normali […] questo tipo di commedia io non lo starei a difendere perché era lo sfruttamento che il produttore dell’epoca cercava di fare di un attore o di una attrice di successo» (Mario Mattoli, in Francesco Savio, Cinecittà anni Trenta, Bulzoni, Roma, 1979).




La dama bianca, terzo film di Mattoli, è una commedia borghese incentrata su Elsa Merlini, allora al culmine della notorietà, affiancata da due attori brillanti molto noti, Besozzi e Viarisio. Nella messinscena del film - tratto dal testo teatrale di De Benedetti e Zorzi – il regista non rimane del tutto fedele al testo, anche perché inventa varie ambientazioni e aggiunge scene e dialoghi. La commedia è piacevole e ben raccontata; «si tratta […] di un piacevole gioco, che fin dal principio si sa come andrà a finire. Tutto l’interesse e il divertimento non stanno tanto nei casi e nelle situazioni dei personaggi, quanto nella maniera con la quale gli attori sanno rendere sottilmente evidente il contrappunto scherzoso del dialogo» (G. Visentini, “Cinema”, 10.2.1939).
 
«Elsa Merlini […] godeva allora di grande notorietà. Le sono al fianco Nino Besozzi e il solito Viarisio. Anche se il film non è particolarmente vivace, Mattoli non rinuncia a ribadire le proprie idee sullo spettacolo. La sera, nell’albergo di Cervinia, sono a confronto due spettacoli offerti (ma per il secondo lo sapremo solo alle fine) dalla direzione: uno spettacolo di magia e l’attesa della dama bianca. L’attesa del pubblico premierà il secondo, e il primo dovrà essere interrotto. Direttore dell’albergo, in uno dei suoi primi ruoli, è il giovanissimo Paolo Stoppa. Delegato alla produzione è un giovane torinese, Valentino Brosio, che farà più tardi parte dello staff della Lux e che scriverà nel 1956 un interessante Manuale del produttore di film, in cui affiorano qua e là suggestioni mattoliane. Un altro torinese, Carlo Borghesio, assiste Mattoli alla regia: erediterà da lui il personaggio di Macario» (S. Della Casa, Mario Mattoli, La Nuova Italia, Firenze, 1989).
 
«Nel trasportare una commedia sullo schermo si pensa sempre di sviluppare l’azione in altri ambienti e non lasciarla tra le quattro pareti di una stanza. […] Per La dama bianca si è preferito tuttavia ambientare parte dell’azione in esterni e si è fatto bene, se non altro perché la propaganda turistica è sempre vantaggiosa. […] L’azione è condotta in modo abbastanza sciolto e nella scena della “festa della dama bianca” in cui tutti gli uomini sono in nero e le donne in bianco come il fantasma notturno, il regista ha colto qualche inquadratura particolarmente felice» (“Bianco e Nero”, anno III, n. 3, marzo 1939).
 
«Al solito La dama bianca deriva da una commedia; Mattoli l’ha rifatta con molta cura ed impegno, raggiungendo, specie nella prima parte una chiarezza espressiva di ottimo augurio. Ma nella seconda parte le cose s’imbrogliano e tutto si sgonfia. […] nel film si fa gran spreco di paesaggi montani e lacustri (il film sembra a tratti una “reclame” della CIT), che con l’azione c’entran ben poco» (A. Franci, Illustrazione Italiana, n. 1, 1.1.1939). Infatti non soltanto appaiono belle vedute di Cervinia e Valtournenche, ma anche scorci di Ivrea, Chivasso, Novara, Stresa durante un viaggio in auto.
 
«[La dama bianca] dovrebbe costituire “il film di ordinaria amministrazione”. Senonché […] il cinema italiano difetta appunto di “ordinaria amministrazione” […] .Tanto che l’apparire di un film grammaticalmente e stilisticamente corretto, di un film che dia il risultato del facile, del dilettevole, del decoroso, è un autentico avvenimento» (A. Consiglio, “Film”, n. 3, 21.1.1939).


Scheda a cura di
Isadora Pei

Persone / Istituzioni
Mario Mattoli
Aldo De Benedetti
Guglielmo Zorzi
Arturo Gallea
Carlo Borghesio
Valentino Brosio
Elsa Merlini
Nino Besozzi
Enrico Viarisio
Paolo Stoppa
Checco Rissone
Piero Filippone


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