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ENCICLOPEDIA DEL CINEMA IN PIEMONTE

Lungometraggi



Troppo tardi t'ho conosciuta!
Italia, 1940, 35mm, 78', B/N

Altri titoli: I Met You Too Late

Regia
Emanuele Caracciolo

Soggetto
dalla commedia "Il divo" di Nino Martoglio

Sceneggiatura
Aldo Vergano, Enrico Ribulsi

Fotografia
Filiberto Emanuel Lomiry

Musica originale
Ezio Carabella

Musiche di repertorio
P. G. Redi

Montaggio
Ignazio Ferronetti

Scenografia
Leonardo Bucci

Arredamento
Antonio Traverso

Aiuto regia
Giuseppe Santambrogio

Interpreti
Franco Lo Giudice (Tonino), Barbara Nardi (Alba Ruitz), Christel (o Kristl, o Cristi) Schrool (Sisina), Alfredo De Sanctis (Candido Balsamo), Fausto Guerzoni (Annibale), Giorgio Constantini (Dr. Rossi), Tatiana Pavoni (Rosetta Parboni), Raoul Donadoni (Guido), Armando Niro (Ramon), Dino De Laurentiis (Dino), Carlo Artuffo (Carlo), Elio Marcuzzo (un amico di Tonino)

Direttore di produzione
Mario Sequi

Ispettore di produzione
stripslashes(Dino De Laurentiis)

Produzione
A.C.I., Anonima Cinematografica Impero

Distribuzione
Cinef

Note

2.225 metri.

Girato con pellicola Pancro-Ferrania; supervisione alla regia: Carmine Gallone; sceneggiatore non accreditato: Emanuele Caracciolo; canzoni incise su dischi Fonit; aiuto montatore: Lea Pardo; segretario di produzione: Maggiorino Canonica; modelli realizzati da: Ditta Tommasicchio, Milano; sincronizzazione: Itala-Acustica, Roma; prima proiezione: 11 gennaio 1940.

Le riprese in interni furono effettuate negli stabilimenti Elettra-FERT di Torino.

Il regista Emanuele Caracciolo, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, realizzò questo unico lungometraggio. Iscritto al Partito Comunista Italiano, partecipò alla Resistenza e fu arrestato a Roma il 21 febbraio 1944. Dal carcere ove si trovava in attesa di giudizio, a disposizione del Feldgericht (tribunale militare tedesco), venne portato alle Fosse Ardeatine. È l’unico uomo del mondo del cinema che figura tra i martiri dell’eccidio nazista del 24 marzo 1944.
Nel dopoguerra il film fu considerato “perduto”, e solo nel 2003 una copia in nitrato è stata trovata - grazie alle ricerche compiute da Lorenzo Ventavoli – a Cuneo, presso la famiglia Girardi (produttrice, ta l’altro, di Divieto di sosta di Marcello Albani,1943) che ne aveva curato la distribuzione nell’Africa Orientale Italiana. L’Associazione Museo Nazionale del Cinema ha assunto l’iniziativa di ristampare e restaurare questo film presso la Blue Gold di Milano, grazie al generoso contributo della Compagnia di San Paolo. La copia del film si trova ora a Torino, preso la Cineteca del Museo Nazionale del Cinema





Sinossi
In un paese di montagna il proprietario di un mulino ad acqua subisce la concorrenza di un vicino mulino a vapore, ma conta sul successo del figlio Tonino il quale è un giovane tenore dotato di eccezionali mezzi vocali. Questi, però, cade preda di un'avventuriera che mira ai suoi guadagni. Il padre, per aprire gli occhi al figlio, lo consiglia di fingere di perdere la voce, in modo da svelare gli intenti della donna. Ella lo abbandona immediatamente, ma il tenore perde effettivamente la voce a causa di un medicinale e rinuncia così alla carriera, tornando al suo mulino. Qui lo attende il fedele affetto di una onesta ragazza.




Troppo tardi t’ho conosciuta! è una commedia brillante che per certi versi non è dissimile da tante altre realizzate in Italia alla fine degli anni Trenta: i dialoghi sono spigliati, gli snodi narrativi rapidi, i personaggi spiritosi, come suggerito dalla commedia di Martoglio; per di più il protagonista – il bravo e simpatico tenore catanese Franco Lo Giudice – poteva assicurare l’interesse del pubblico melomane dell’epoca.

Ma il giovane regista esordiente, pur restando legato al testo di partenza ed a certa ambientazione paesana, cerca di realizzare una commedia che guarda più ai modelli americani che a quelli nostrani. Così la vicenda pare svolgersi in una dimensione irreale, onirica, quasi in un mondo assurdo che è la caricatura del mondo reale. Una forte carica ironica domina tutta la messinscena, a cominciare dalla scenografia in cui figurano ambienti strambi: alberghi eleganti con colonne panciute e buffi animali impagliati, recite campagnole in un caos di oche, galline e ortaggi.

Ma soprattutto il gran finale, il matrimonio del protagonista con la dolce ragazza del paesello nativo, viene realizzato con soluzioni visive degne di un musical di Hollywood: la coppia avanza su una carrozza davanti ad un fondale dipinto (chiesetta, nuvole e alberi); poi inizia a salire per una lunga scala passando attraverso alcune nuvolette, e mentre si ode la voce del tenore che canta la romanza del titolo, man mano, di scalino in scalino, di nuvola in nuvola, compaiono tenuti per mano dai genitori, uno, due, tre, quattro bambini…

La lavorazione avvenne quasi completamente negli studi FERT di Torino e vi collaborarono alcuni noti personaggi del cinema e del teatro italiani: Aldo Vergano, Carmine Gallone, Ignazio Ferronetti; De Laurentiis figura non solo come ispettore di produzione, ma anche come interprete di un personaggio buffo e un po’ folle (l’unica esperienza di attore nella sua vita!).

«[…] il nostro [Dino De Laurentiis] aveva avuto il suo battesimo cisalpino lavorando a un paio di filmetti girati alla Fert. Il 15 luglio '39 erano iniziate in quei teatri le riprese di Troppo tardi t'ho conosciuta, un film che si inseriva nel filone delle commedie arricchite dalla presenza di un cantante lirico, ma il tenore protagonista Fran­co Lo Giudice non era Beniamino Gigli e l'impresa si sarebbe ri­solta in un fiasco. Della pellicola, andata perduta [successivamente ne è stata trovata una copia: vedi le Note], restano alcune fotografie di De Laurentiis acconciato da marinaio, con maglietta a righe e tatuaggi, interprete di un personaggio chiamato Dino. En­trato nell'operazione anche come ispettore di produzione, De Lau­rentíis deve probabilmente questo esordio professionale all'amici­zia del regista Emanuele Caracciolo (che finirà fra le trecentotren­tacinque vittime del massacro nazista alle Fosse Ardeatine il 24 mar­zo '44), conosciuto al Centro e già attivo come arredatore e aiuto di Carmine Gallone» (T. Kezich, A. Levantesi, Dino. De Laurentiis, la vita e i film, Feltrinelli, Milano, 2009).


Scheda a cura di
Franco Prono

Persone / Istituzioni
Emanuele Caracciolo
Aldo Vergano
Ezio Carabella
Ignazio Ferronetti
Franco Lo Giudice
Dino De Laurentiis


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