Torino città del cinema
info txt max
ENCICLOPEDIA DEL CINEMA IN PIEMONTE

Lungometraggi



Il capitano degli Ussari
Italia, 1940, 35mm, 68', B/N


Regia
Sándor Szlatinay

Soggetto
dalla commedia omonima di Sándor Hunyady

Sceneggiatura
Luigi Zampa, Sándor Szlatinay

Fotografia
Ugo Lombardi

Musica originale
Edoardo De Risi

Montaggio
Otello Colangeli

Scenografia
Alfredo Montori, Angelo Zagame

Aiuto regia
Umberto Scarpelli

Interpreti
Clara Tabody (la ballerina), Enrico Viarisio (Varady, ex capitano degli Ussari), Paolo Viero (il figlio di Varady), Pina Gallini (sorella di Varady), Lola Braccini (sorella di Varady), Jone Romano (la zitella), Carlo Romano, Livia Minelli, Luigi Pavese, Aroldo Tieri, Arturo Bragaglia

Direttore di produzione
stripslashes(Luigi Giacosi)

Produzione
Giorgia Asinari per Nuova Film

Distribuzione
I.C.I.

Note

Nulla Osta n. 31.126 del 6.10.1940; 1.939 metri. Dialoghi: Carlo Veneziani; canzoni: Alfredo Bracchi (Cicocita), Giovanni D’Anzi (Cicocita, Io son l’amor).
Esiste una versione precedente del film tratta dal medesimo soggetto e diretta sempre da Sandor Szlatinay: Bercesenyi Huszarok (Ungheria, 1939-40) distribuito in Italia con il titolo Gli ussari di Bergery.
Film realizzato negli stabilimenti FERT di Torino.





Sinossi
Un ex capitano degli Ussari si reca a Budapest a causa del figlio il quale vive lì per compiere gli studi lontano dal controllo paterno ed ha accumulato molti debiti. Rapito dalla vita di bagordi del figlio, il padre dilapida ben presto il denaro portato con sé per appianare i debiti, conducendo una vita spensierata. Conosce una graziosa ballerina che fidanzata con il figlio: grazie a questa ragazza ricorda un suo amore giovanile ed entra in competizione con il figlio per conquistarla. Ben presto il ragazzo incontra un’altra donna con la quale rapidamente si sposa, lasciando libero il padre di amoreggiare con la bella ballerina e ritrovare la sua giovinezza a Budapest.




«La spumosità di questa commediola ungherese [...] è di origine e di consistenza – meglio sarebbe dire inconsistenza – da operetta. Ballerine, cascate di spumante, nobili che scialacquano banconote, vagheggini anziani che battono in breccia i vagheggini di primo pelo, e così via. [...] Vivace, svelta, garbata la regia di Szlatinay; animata la recitazione» (Anonimo, “Corriere della Sera”, 25.3.1941).

« [...] il film, con tanta Ungheria, avrebbe potuto essere collocato in qualunque altro paese del mondo, senza perdere nulla del suo carattere che è quello di una commediola non troppo divertente, imbastita su situazioni fruste, ed immersa in un’atmosfera convenzionale. Enrico Viarisio è il capitano e fa del suo meglio per destreggiarsi tra il comico e il sentimentale; la danzatrice è Clara Tabody, che danza bene ma recita così così» (A. Frateili, “La Tribuna”, 24.6.1941).

«Nel 1940 escono a poca distanza l'uno dall'altro due film, Gli ussari di Ber­gery e II capitano degli ussari. So­no firmati dallo stesso regista, Sam­dor Szlatinay, e hanno un soggetto assai simile per non dire uguale. La spiegazione a questo pic­colo mistero è molto semplice. Dopo il grande successo del primo film, che era stato intera­mente girato in Ungheria e che racconta la sto­ria di un padre e di un figlio che si innamorano all'insaputa l'uno dell'altro della stessa donna, al regista viene richiesto di girare la stessa vicen­da ma con attori italiani. All'epoca le commedie di ambientazione mitteleuropea avevano un cer­to successo: l'eleganza dei costumi, i dialoghi so­fisticati, attori ed attrici eleganti erano tutti ele­menti che contribuivano in pari misura a decre­tare il gradimento da parte del pubblico. La ver­sione italiana fu girata interamente a Torino, ne­gli stabilimenti Fert, ed era incentrata sul fasci­no di Enrico Viarisio, giovane attore tra i più simpatici delle poca, e sulla simpatia di validi ca­ratteristi come i giovanissimi Aroldo Tieri e Car­lo Romano (quest'ultimo diventerà i doppiatore di Jerry Lewis e di Paperino) e il piemontese Luigi Pavese, già da tempo attivo con ottimi ri­sultati. Ma l'attrice principale, Clara Tabody, era veramente ungherese e una delle ballerine classiche più rinomate dell'epoca: la sua permanenza in città non passò certo inosservata e le cronache cittadine sono piene di racconti che prendono spunto dalla sua condotta eccentrica» (S. Della Casa, “La Stampa – TorinoSette”, 20.11.2009).


Scheda a cura di
Valeria Borello

Persone / Istituzioni
Sándor Szlatinay
Luigi Zampa
Enrico Viarisio
Pina Gallini
Carlo Romano
Aroldo Tieri
Luigi Giacosi


segnalibro
Copyright © 2005 - Associazione Museo Nazionale del Cinema | Contattaci
Piemonte Movie