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ENCICLOPEDIA DEL CINEMA IN PIEMONTE

Cortometraggi e Documentari



Medusa. Storie di uomi sul fondo
Italia, 2009, 63', Colore


Regia
Fredo Valla

Musica originale
Enrico Sabena

Suono
Massimo Toniutti

Montaggio
Mattia Petullà

Produttore esecutivo
Paolo De Paolis

Produzione
Paolo De Paolis e Samuela Renoglio per Maxman e Leda Zocchi per Arealpina

Note
Da un'idea e con la partecipazione amichevole di Pietro Spirito autore del romanzo Un corpo sul fondo,
Riprese in superficie: Luciano Federici, Michele Zampierin, Andrea Vaccari, Fredo Valla, Mauro Zannerini, Remigio Romano, Bruno Beltramini; riprese subacquee Roberto Pertoldi; suono in presa diretta; direttore d’orchestra: Enrico Sabena; supervisione edizione musicale: Luigi Bartalotta, Giovanni Marolla; montaggio audio e mix: Maurizio Argentieri; effetti vocali animazioni: Paolo Bertola; animazioni: Francesco Vecchi, Alessia Cordini, Damien Gaillardon; grafica: Mikkel Garro; testimonianze di: Silvana Guida, Giuliana Vatteroni, Maria Cosmina, Renato Paviotti, Guglielmo Lodato, Leopoldo Rosi, Bruno Gabbrielli, Brunetto Montagnani, Paolo Budinich, Almerico Riccio, Jeff Tall, ┼Żarko Saji?, Steve Della Casa, Nereo Zeper, Alessandro Turrini.
 
Documentario realizzato con il sostegno di Piemonte Doc Film Fund, Film Commission Torino Piemonte, Film Commission Marche.
 
I quattordici uomini del Medusa che morirono sul sommergibile Medusa: Salvatore Agricola, Alberto Amadei, Giovanni Ausenda, Mario Basile, Arturo Capra, Paolo Congiu, Oronzo Corrado, Francesco (Francko) Cosmina, Celso Ravera, Augusto Scarioni, Gerardo Tuosto, Mario Valentini, Riccardo Vatteroni, Mario Vitali.




Sinossi
Medusa è il nome di un sommergibile italiano che il 30 gennaio 1942, silurato dal sommergibile inglese Thom, affondò nel mare Adriatico al largo di Pola (lstria). Gran parte dell'equipaggio morì nello scoppio. Quattordici uomini rimasero vivi a circa trenta metri di profondità, imprigionati nella parte di poppa del sommergibile. Torpediniere, sommergibili, piroscafi, motoscafi, pontoni e palombari cercarono di salvarli. I marinai sul fondo attesero pazienti, comunicando attraverso il filo della boa telefonica con i soccorritori in superficie. Poi il vento si alzò, sul mare cominciò a nevicare e l'azione dei soccorritori fu sospesa. I marinai del Medusa rimasero soli ad aspettare la morte.




Dichiarazioni
«Medusa stone di uomini sul tondo esplora sentimenti e memorie all'interno di un evento drammatico. Intreccia vite, luoghi, destini in mescolanze inusuali. Realizzare Medusa ha significato sperimentare contaminazioni di generi e stili. Ho voluto fondere il mio immaginario adolescenziale con la storia: Méliès e Jules Verne con la guerra, le testimonianze con il cinema di propaganda, con le fotografie e le animazioni.  Ho desiderato narrare una comunità di uomini sott'acqua, chiusa in un tubo d'acciaio, la tenuta psichica dell'individuo, il corteggiare la morte e l'istinto per la vita, i miti greci e - altra mia antica passione - far sentire la complessità del gruppi umani di confine che, nella regione giuliana, ha posto fianco a fianco, e a volte uno contro l'altro, italiani, sloveni e croati» (F. Valla, nel fascicolo allegato al Dvd).
 
«La diversità delle atmosfere, la loro importanza e i continui passaggi dalle profondità oscure e sempre piü ostili del mare a un paesaggio di superficie più nitido ma non per questo meno insidioso, mi avevano interessato e spinto a realizzare le animazioni per questo progetto. Ritenevo stimolante per un linguaggio come quello dell'animazione, particolarmente adatto alla sintesi figurativa, raccontare questa storia. La difficoltà di mantenere una coerenza formale tra i diversi episodi, cosi fortemente caratterizzati dalle condizioni metereologiche e ambientali, mi è sembrato un elemento di sfida affascinante; la drammatica fine dei marinai e l'impotenza disperata dei salvataggi sono stati al centro della nostra attenzione, sempre. Grazie all'aiuto di Alessia Cordini sulle scenografie, fondamentali e suggestive, e a Damien Gaillardon per gli effetti speciali, abbiamo cercato di creare un'estetica che si rifacesse, da una parte, alle immagini degli ex voto, alla litografia, a Méliès e Karel Zeman, per il comune carattere semplice ma decisamente emotivo di questi stili, e dall'altra, cercando di mantenere comunque una forte componente realistica nella rappresentazione delle imbarcazioni. Infine, il film di Francesco De Robertis Uomini sul fondo è stato preso a modello anche per le sequenze animate e, a volte, citato quasi fedelmente in alcune scene» (F. Vecchi, nel fascicolo allegato al Dvd).
 
«Fredo mi chiede se voglio comporre le musiche per Medusa: un documentario "d'autore", che necessita di una vera colonna sonora,"da film". Mi racconta la storia - una storia vera - e ml aggiorna sulla produzione, work in progress. Nel frattempo, anche se non c'è ancora sostanzialmente nulla da vedere, ml metto al lavoro. Un progetto d'autore? bene: in attesa di poter lavorare sulle immagini, gli propongo un'opera musicale, un pezzo stand-alone, di nove minuti, la mia interpretazione musicale del racconto, slegata dal film. II mood complessivo, i temi, i suoni: in quel periodo sto sperimentando con il theremin e con il waterphone, quindi vado letteralmente in profondità per ottenere sonorità “liquide", che non solo esprimano la realtà fisica del sommergibile ma anche l'interiorità, la profondità del dramma  raccontato. Questo pezzo mi servirà da serbatoio musicale per i pezzi della colonna sonora scritti in seguito. Pezzi che, seguendo l'evoluzione del film, dovranno evocare la tragedia, sottolineare la psicologia dei personaggi, la malinconia del familiari delle vittime e la lucida buona fede dei sopravvissuti. II tutto dinanzi a quell'assurdo dramma umano che è la guerra, in una situazione anche surreale, che culmina, alla fine, nel "Valzer dei marinai"» (E. Sabena, nel fascicolo allegato al Dvd).
 
«Puoi dire di avere avuto un maestro non solo quando qualcuno ti trasmette un bellissimo mestiere, ma quando quel qualcuno sa anche indirizzarti sulla giusta strada, sa farti conoscere le persone e i progetti a te affini. Per questo motivo sarò sempre grato a Paolo Marzoni di avermi proposto a Fredo Valla come montatore di Medusa e soprattutto di avermelo fatto conoscere... Un anno fa Medusa era un insieme di testimonianze, viaggi, tracce raccolte da un esploratore, Fredo, che oltre a sentire l'urgenza della memoria che si sgretola, oltre a sentire l'instabilità storica e culturale del luoghi di confine, mi espresse il bisogno di raccontare la guerra, o meglio, una generazione alle prese con la guerra. Un gruppo di ex diciottenni sui quali la guerra è piovuta addosso nel fiore del loro anni; delle loro aspettative di vita. E cosi in montaggio Fredo ed io ci siamo trovati subito d'accordo su un presupposto teorico importante: la storiografia ufficiale ci trasmette grandi fatti, grandi uomini, tende ad allontanarli nel tempo, e facendo questo forse ci mente. Per me montare Medusa è stato, invece, come rintracciare una mappa emotiva nel presente; la mappa emotiva che il dramma di 14 uomini condannati a diventare eroi ha impresso per sempre nella memoria dei singoli e nelle loro possibili esistenze» (M. Pedulà, nel fascicolo allegato al Dvd).     




Scheda a cura di
Franco Prono

Persone / Istituzioni
Fredo Valla


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