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ENCICLOPEDIA DEL CINEMA IN PIEMONTE

Cortometraggi e Documentari



Harmattan
Italia, 2009, Beta Digital, 64', Colore


Regia
Alberto Puliafito

Sceneggiatura
Alberto Puliafito, Michela Sessa

Operatore
Fulvio Nebbia, Alberto Puliafito

Suono
Alessandro Zangrossi

Montaggio
Michela Sessa

Produttore esecutivo
Fulvio Nebbia

Produzione
IK

Note
Canzone: Olidei di Alessandro Zangrossi; montaggio del suono: Davide Favargiotti; con la partecipazione di: Michela Castagneri, Silvana Cavallo, Adiala Coulibaly, Oumou Coulibaly, Lucrezia D’Antuono, Nino De Amicis, Fanta Diaby, Yacouba Diakite, Modico Diarra, Kanko Fofana, Moussa Fofana, Raffaella Fusaro, Paolo Giglio, Boubacar S. Kante, Ali Kouran Keita, Amina Keita, Valeria Matteucci, Sambou Sakiliba, Ousmane Samakè, Fadialla Sissoko, Mahamadi Sissoko, Moctar Foulani Sissoko, Ousmane Sissoko, Sambou Mariko Sissoko, Enrico Tavan, Mahamadou Thierò, Tidiana Wague, Alessandro Zangrossi; collaborazione alla produzione: Recosol
 
Documentario realizzato con il sostegno di Piemonte Doc Film Fund Fondo Regionale per il Documentario, Regione Piemonte, Film Commission Torino Piemonte.
 
Locations: Oualia e Bamako (Mali), Torino, Avigliana e Ivrea (TO).




Sinossi
Febbraio 2008. All’interno di un’iniziativa della Regione Piemonte, un gruppo di cooperanti italiani è in viaggio verso Oualia, cittadina del Mali a 300 km dalla capitate, Bamako. Il treno che li accompagna nel loro viaggio in terra d'Africa è governato dalla lentezza e dall'incertezza. “Orario probabile d'arrivo”: questa è la frase che si legge sulle lavagne delle stazioni. Così inizia Harmattan, documentario on the road che mostra, attraverso i punti di vista dei cooperanti e degli abitanti di Oualia, due mondi che si incontrano e cercano di comprendersi.





«Harmattan è stato realizzato in condizioni estreme, con una troupe leggerissima (regista e fonico), al seguito di un gruppo di cooperanti. Il punto di vista di queste persone, che raccontano la loro realtà italiana e la confrontano con quella locale, genera il coro di voci narranti del documentario. Un coro mai invasivo, che lascia la parola ai veri protagonisti: donne e uomini di Oualia. La macchina da presa si immerge in questa realtà, non la modifica, ma la racconta, supportata da un montaggio che resta fedele allo spirito di Harmattan: mostrare come stanno le cose, senza pregiudizi e finzioni, raccontare la realtà di un villaggio senza strade, senz'acqua ed energia elettrica, senza beni di prima necessità, un mondo che a fatica riusciamo a immaginare senza averlo visto. Il montaggio, firmato da Michela Sessa, che diventa anche autrice, dona al documentario uno sguardo femminile, perché la donna è al centro di Harmattan come è al centro della vita dell'Africa» (www.fctp.it).


Scheda a cura di
Franco Prono

Persone / Istituzioni
Alberto Puliafito


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