Torino città del cinema
info txt max
ENCICLOPEDIA DEL CINEMA IN PIEMONTE

Persone



Roberto Faenza

Torino, 21 Febbraio 1943
Regista, sceneggiatore
Dopo essersi diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, nel 1968 esordisce alla regia con il film Escalation, aspro pamphlet contro la società neocapitalistica e i suoi condizionamenti, che ha per protagonisti Gabriele Ferzetti, Leopoldo Trieste, Lino Capolicchio e Didi Perego. Ancora sullo stesso tema è il successivo H2S (1969), bizzarra favola fantascientifica cui segue la satira feroce di Forza Italia!, film che ripercorre trent'anni di storia del nostro Paese. Nel 1983 è la volta del thriller Copkiller con Harvey Keitel; qualche anno dopo Faenza dirige Kristin Scott Thomas, Keith Carradine e Miranda Richardson nel drammatico Mio caro dottor Grasler. Dei primi anni Novanta sono Jona che visse nella balena, film (che vince il David di Donatello per la miglior regia) in cui si racconta la tragedia di un bambino ebreo olandese deportato in un campo di concentramento, e Sostiene Pereira - dal romanzo di Antonio Tabucchi - che ha come attore principale Marcello Mastroianni. Nel 1997 Faenza adatta per lo schermo il best seller di Dacia Maraini Marianna Ucrìa, mentre L'amante perduto (1999) ha per tema la sofferta questione ebraico-palestinese. Emilia Fox e Iain Glen sono i protagonisti di Prendimi l'anima (2003), film che racconta la storia d'amore fra lo psichiatra Carl Gustav Jung e una sua paziente ed ottiene la nomination al Nastro d'Argento per la miglior sceneggiatura. Nel 2004 è Luca Zingaretti  ad impersonare Don Pino Puglisi in Alla luce del sole, che racconta l’uccisione da parte della mafia del prete palermitano; anche questo film vince un David di Donatello. Dopo I giorni dell'abbandono (girato a Torino nel 2005) e I viceré (dal romanzo omonimo di Federico De Roberto, 2007), nel 2009 Faenza realizza Il caso dell’infedele Klara.

 

 






Negli anni Sessanta Torino era una città grigia, oppressiva, soffocante, dominata dal gigantismo della Fiat: la odiavo. Adesso che l’industria automobilistica è entrata in crisi, dopo un momento di smarrimento, Torino è uscita dal letargo ed è nata a nuova vita. È festiva, creativa, vivace. Le Olimpiadi invernali l’hanno costretta a un totale rinnovamento urbanistico: di tutte le città italiane mi pare la sola che guardi al futuro.
(“La Stampa, 25.8.2005).






Film
titoloregiadatanote
Prendimi l'animaRoberto Faenza2002Italia/Francia/Gran Bretagna, 35mm, 88', Colore
I giorni dell'abbandonoRoberto Faenza2005Italia, 35mm, 96', Colore




segnalibro
Copyright © 2005 - Associazione Museo Nazionale del Cinema | Contattaci
Piemonte Movie