Torino città del cinema
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ENCICLOPEDIA DEL CINEMA IN PIEMONTE

Persone



Alfieri Canavero

Torino, 30 maggio 1927
Direttore della fotografia, regista
Figlio del tecnico del suono Giovanni Canavero, è il 1943 quando varca per la prima volta i cancelli del vecchio stabilimento Fert di Torino. Partito come assistente di importanti direttori della fotografia dell’epoca (Gallea, Del Frate, Balboni), lega molto in fretta il proprio nome a diverse produzioni che hanno fatto la storia del cinema: In nome della legge e Il cammino della speranza di Pietro Germi, Riso amaro di Giuseppe De Santis, Guerra e pace di King Vidor, Fuga in Francia di Mario Soldati, Persiane chiuse di Luigi Comencini, Il seduttore di Franco Rossi. Nel 1954 è direttore della fotografia per Piero Nelli ne La pattuglia sperduta, mentre l’anno successivo collabora a Il piccolo vetraio di Giorgio Capitani. Nel 1960 lavora nel film per ragazzi Appuntamento in paradiso, diretto da Giuseppe Rolando. Nel 1963, insieme al fratello Giovanni, a Gianni Dolino e all’ex-partigiano israelita Isacco Nahoum, cura il documentario Giorni di furore (film composto da preziosi brani di repertorio), avvalendosi dell’opera di Mario Serandrei per il montaggio. Prima di passare al mondo della pubblicità, partecipando alla nascita di Carosello, grazie al quale diventa per più di trent’anni un punto di riferimento del settore, Canavero lavora per la casa di produzione di Franco Cristaldi, realizzando vari documentari della settimana Icom e della Vides.





Ho iniziato a lavorare nel cinema durante gli anni ‘49-’50 alla Fert, dove da molto tempo lavorarava mio padre, come assistente alla macchina per Carlo Borghesio. Poi sono partito per il servizio militare, che mi impegnò per nove mesi. Al mio ritorno iniziai a lavorare per Venturini come direttore della fotografia per L’orfana del ghetto, La trovatella di Milano, Foglio di via e L’angelo delle Alpi, diretti da Campogalliani. In questi anni collaborai anche con la Vides di via Menabrea, fondata da un ingegnere di nome Victor De Santis, da cui il nome, Vi. Des. Giravo per loro i servizi della Settimana Incom, di cui la Vides aveva i diritti per tutto il Piemonte. Nel 1952 Franco Cristaldi rilevò la Vides, e insieme a lui girai una serie di documentari e La pattuglia sperduta, la prima opera di finzione prodotta dalla Vides. Il film fu girato dall’esordiente Piero Nelli alle porte di Torino, vicino a Settimo, e soprattutto tra le risaie di Casale, durante tre mesi di un inverno rigidissimo. Pur avendo una sceneggiatura dettagliata ogni giorno qualcosa veniva inventato; c’erano attori non professionisti - commercianti, autisti… -, poi avevo a disposizione un gruppo elettrogeno insufficiente, quindi a volte ero costretto ad illuminare con i fanali delle macchine, poi dovevo inventare con mezzi di fortuna le nebbie che avvolgono i soldati… Mi ricordo anche che la costumista era la moglie di Cristaldi, e che la scena della battaglia fu girata nella piazza principale di Carignano. La pattuglia sperduta è un’opera curiosa: un film di guerra quasi psicologico, dove i soldati piemontesi non vedono quasi mai i nemici austriaci. Dopo questo film io e Cristaldi girammo a Torino soltanto delle brevi riprese documentarie su una inondazione del Po; poi lui decise di partire per Roma, dove produsse Il seduttore con Alberto Sordi. Pochi mesi decisi di raggiungerlo e iniziai a lavorare a Cinecittà, accreditato fin dall’inizio come direttore della fotografia grazie all’esperienza acquisita a Torino.
Nel corso della mia carriera ho lavorato soprattutto con tre produttori: Rovere, Venturini e Cristaldi. Tutti erano abbastanza presenti sul set: Rovere in maniera discreta, Cristaldi molto attivo e partecipe, Venturini sempre impicciato nei suoi affari. Tra i registi mi ricordo con piacere di Carlo Borghesio, una persona deliziosa, di Carlo Campogalliani, un buon mestierante, di Vittorio Cottafavi, molto tranquillo sul set, e di Piero Nelli, regista molto preparato, che stranamente girò poi soltanto La sfregiata, un episodio di Le italiane e l’amore, un film del 1962. Nelli aveva uno stile molto semplice, senza tanti movimenti di macchina, che risultava comunque molto efficace, come dimostrano anche i film di Pietro Germi. Germi, a differenza degli altri registi, era sempre molto nervoso e teso sul set. Ho collaborato con lui in Il cammino della speranza, Il brigante di Tacca di Lupo e In nome della legge. Di ques’ultimo film mi ricordo un fatto curioso, il mio viaggio semiavvenuroso con la mia macchina da presa da Torino fino a Porto Empedocle, in Sicilia. Un viaggio infinito attraverso tutta l’Italia, arrivando in piena notte. Lì, tra strade sterrate, al buio, incontrai delle persone che sapevano perfettamente del film imminente… Lì girai una scena stupenda all’interno di una miniera di zolfo, con lavoratori seminudi per il calore che rendeva il tutto simile ad una bolgia infernale. Invece Il cammino della speranza lo girammo in località a me molto note, come la Val di Susa e soprattutto il Moncenisio al confine con la Francia.
Nel 1956 la Fert chiuse e tutti avemmo la consapevolezza che sarebbe stato per sempre. Da quel momento, iniziarono infatti ad affittare i teatri di posa per utilizzarli come fabbriche, uno addirittura come bocciofila. Dopo la mia partenza per Roma non tornai più a girare a Torino, se non per dei filmati pubblicitari per la Fiat. Ho lavorato per ventisette anni a Milano, nel mondo della pubblicità, chiamato da Bigazzi, il padre di Luca. Un’esperienza, questa, per me molto stimolante, che ho vissuto nel suo momento migliore, quando tutto era ancora da scoprire e inventare.
(in Davide Bracco, Stefano Della Casa, Paolo Manera, Franco Prono (a cura di), Torino città del cinema, Milano, Il Castoro, 2001)






Film
titoloregiadatanote
L'eroe della stradaCarlo Borghesio1948Italia, 35mm, 86', B/N
Il cammino della speranzaPietro Germi1950Italia, 35mm, 101', B/N
L'orfana del ghettoCarlo Campogalliani1954Italia, 35mm, 89', B/N
Foglio di viaCarlo Campogalliani1954Italia, 35mm, 92', B/N
La pattuglia sperdutaPiero Nelli1954Italia, 35mm, 75', B/N
Il piccolo vetraioGiorgio Capitani1955Italia, 35mm, 86', B/N
La trovatella di MilanoGiorgio Capitani1955Italia, 35mm, 87', B/N
Il paese dell’animaVictor De Santis, Remigio Del Grosso1957Italia, 35mm, 33', Colore
L'angelo delle AlpiCarlo Campogalliani1957Italia, 35mm, 93', B/N




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