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ENCICLOPEDIA DEL CINEMA IN PIEMONTE

Cortometraggi e Documentari



Jean-Marie Straub. La resistenza del cinema
Italia, 1991, U-Matic, 60', Colore


Regia
Armando Ceste

Fotografia
Arno Wagner

Suono
Ernaldo Data

Montaggio
Pier Milanese



Produzione
AC/Cinema&Video, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, .Index



Sinossi
Intervista ad uno dei più grandi registi contemporanei, Jean-Marie Straub, cineasta rigoroso, militante, che non concede nessuno spazio ai compromessi. Dalle parole di Straub emerge una riflessione sull’ideologia marxiana, sul modo di fare cinema, sulla prima guerra del Golfo, sul “fascismo democratico” costituito dall’economia di mercato che non lascia spazio a chi si oppone alle rigide regole del profitto.  




Dichiarazioni
«Ho incontrato Jean Marie Straub e realizzato questa intervista nel mese di maggio 1991 a Torino, in occasione di un convegno internazionale su Hölderlin, organizzato dal Goethe Institut e dal Museo Nazionale del Cinema che aveva promosso una retrospettiva dedicata a Straub e Danièle Huillet, che comprendeva tutti i film dei due autori, tra cui i due tratti dalla tragedia di Friedrich Hölderlin sulla figura di Empedocle: Peccato nero e La morte di Empedocle. L’intervista è stata solamente un pretesto per stimolare un discorso molto più ampio e articolato di una semplice risposta a delle domande. Con i loro film, Straub-Huillet compiono atti di resistenza e di attacco all’estetica dominante dell’industria cinematografica. Questa è forse una delle cose più difficili da capire della loro opera, anche se appare elementare la loro frase: “C’è chi avvelena il pianeta e chi avvelena le anime. I nostri film si rivolgono ai sensi assopiti. Certi sensi e certi sentimenti rischiano di sparire dal nostro mondo, di estinguersi come dinosauri. È colpa delle forme sociali nelle quali viviamo» (A. Ceste, www.torinofilmfest.org).




Scheda a cura di
Vittorio Sclaverani

Persone / Istituzioni
Armando Ceste
Arno Wagner
Ernaldo Data
Pier Milanese


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